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Il Ju jitsu, cos'è e dove si può praticare

Il Ju jitsu, come tutte le arti marziali, più che una tecnica di combattimento é da considerare un'arte basata su principi filosofici e culturali consolidati nel tempo, in cui, ciò che conta é sfruttare la forza dell'avversario, proprio come si deduce dall'origine del suo nome: 'Il morbido vince il duro'.

di Mario Scalzi
Il Ju jitsu, cos'è e dove si può praticare

La leggenda del salice

Lo Ju jitsu é una delle arti marziali più antiche del pianeta e, come le altre, é principalmente un'arte di difesa personale, anche se veniva praticato dagli antichi guerrieri bushi per uccidere i propri avversari con il solo uso delle mani.
Si narra di come una delle più antiche scuole di Ju jitsu, la Scuola Hontai Yoshin Ryu (scuola dello spirito del salice), una delle poche la cui tradizione secolare é documentata e le cui tecniche vengono riconosciute anche in Italia dalla Federazione nazionale, sia stata fondata da un medico giapponese che, dopo avere girato in lungo e in largo la Cina per apprendere metodologie mediche tradizionali, un giorno, guardando dalla sua finestra, durante una grossa nevicata, tutti i rami degli alberi spezzati, notò fra di essi un salice che non solo non subiva il peso della neve, ma flettendosi, lasciava che cadesse per poi tornare nella posizione originaria. Ispirato da ciò, diede vita a questa scuola fondata sul Ju jitsu che, come il salice con la neve, riceveva una forza direttamente proporzionale al 'colpo' ricevuto.

In cosa consiste il Ju Jitsu

Se in molte arti marziali, come ad esempio il judo, é la forza di cui si dispone a fare la differenza nei combattimenti, nello Ju jitsu é la potenza dell'avversario ad avvantaggiare il combattente che riceve il colpo. La tecnica base, infatti, consiste nell'applicare la propria tattica proprio nel momento terminale dell'attacco ricevuto, così da disorientare l'avversario nell'atto del suo colpo inferto e poterlo contrattaccare con più metodo.
In Italia quest'arte giunse inizialmente ai primi del Novecento grazie a una dimostrazione di marinai della regia marina, ma poi, solo anni dopo, Gino Bianchi, anche lui marinaio, dopo aver frequentato il Giappone con l'esercito italiano ed essere rimasto affascinato dallo Ju jitsu, una volta tornato nel suo paese decise di farne la propria vita e iniziò un'opera di divulgazione.
Da allora a oggi, questa nobile arte ha fatto molta strada, diversificandosi, nella sua pratica sportiva, in due diverse specialità: il combattimento uno contro uno e la simulazione di gruppo. Sono molte in Italia, tra le palestre specializzate in arti marziali, quelle che danno spazio alla disciplina giapponese, ma su tutte la più importante rimane il 'Club la Dolce Arte' di Genova, vincente in diverse manifestazioni europee.

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