Il lavoro autonomo occasionale: normativa sui compensi e come effettuare ricevute
La legge in vigore illustra in modo molto chiaro le varie tipologie di lavoro autonomo occasionale.
Lavoro autonomo occasionale
Il lavoro autonomo occasionale è regolamentato da una circolare INPS, la 103, datata 6 luglio 2004 e da un'altra circolare, del Ministero del lavoro, la numero 1, datata 8 gennaio 2004.
Il lavoratore autonomo occasionale è colui che lavora per prestare un'opera in lavoro prettamente autonomo.
Il rapporto di lavoro autonomo occasionale non prevede subordinazione e colui che commissiona il lavoro non ha diritto alcuno a coordinarlo né a richiedere al lavoratore autonomo occasionale referenze e requisiti della sua capacità di svolgere tale lavoro.
Quindi i tratti che distinguono il lavoro autonomo occasionale dal lavoro dipendente sono in sintesi:
- non c'è alcun tipo di coordinamento con colui che affida il lavoro da svolgere;
- non si ha inserimento nell'azienda;
- il lavoro va considerato come episodico, occasionale appunto, e non duraturo nel tempo;
- il lavoratore compie la sua attività in perfetta autonomia, sia sui tempi che sui modi di svolgere il lavoro commissionato.
Le collaborazioni occasionali però sono anche disciplinate da un decreto legislativo del 10 settembre 2003 che stabilisce che:
- la durata complessiva del lavoro non può essere superiore ai 30 giorni lavorativi durante un anno solare;
- che il compenso pagato per il lavoro non deve superare i 5000 euro nell'arco di un anno solare.
Per aggirare questi limiti però il Ministero del lavoro con la circolare dell'8 gennaio 2004 chiarisce che questo tipo di rapporti lavorativi possono essere anche inquadrate come "collaborazione coordinata e continuativa", cosa che non richiede un contratto di "Lavoro a progetto".
In questo tipo di collaborazione sia la durata che il compenso sono stabiliti da colui che commissiona il lavoro.
Compensi e ricevute per il lavoro autonomo occasionale
Questo tipo di lavoro è il più conveniente dal punto di vista economico per il datore di lavoro poiché non deve fare versamenti previdenziali per il lavoratore, e, al di là del compenso che retribuisce al lavoratore, non ha altre spese.
Se un lavoratore fa per tutta la vita questo tipo di lavoro non avrà nessun tipo di pensione poiché non ci sono versamenti all'INPS.
Inoltre il lavoro autonomo occasionale non prevede indennità di malattia, non dà diritto a ferie, tredicesima e trattamento di fine rapporto.
I compensi pattuiti in questi tipi di lavoro variano dal lordo al netto: il lavoro occasionale non prevede busta paga ma viene retribuito con ritenuta d'acconto, questo tipo di pagamento prevede una trattenuta sul compenso del 20% che viene ritenuta come acconto dei pagamenti IRPEF.
Questo 20% versato come acconto può essere chiesto in rimborso con la dichiarazione dei redditi dell'anno successivo se questa soddisfa determinati requisiti.