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Risonanza magnetica con contrasto, cos'è e come viene effettuata

La risonanza magnetica nucleare (Rmn) è un’indagine diagnostica che consente, attraverso strumenti sempre più all’avanguardia, di studiare il corpo umano senza l’uso di sonde o altri mezzi invasivi.

di Tina
Risonanza magnetica con contrasto, cos'è e come viene effettuata

Come funziona la risonanza magnetica nucleare

Il paziente, steso su un lettino, viene fatto entrare in una cavità, all’interno della quale è stato creato un campo magnetico circa mille volte più potente di quello della terra. Sotto l’influenza di tale campo magnetico indotto, i campi magnetici dei protoni dell’acqua contenuta nel corpo umano, generalmente orientati a caso, si orientano in direzione del campo esterno. Il corpo umano si trasforma, quindi, in una sorta di calamita globalmente orientata. A questo punto, si bombarda il corpo con onde radio ad una determinata frequenza: questo flusso di energia modifica l’orientamento del campo magnetico dei protoni facendolo ruotare di 90°. Quando il segnale radio viene interrotto, i protoni si riallineano secondo il campo magnetico iniziale presente nella Rmn. Il ritorno alla normalità ha lo stesso effetto di una calamita che girando induce un segnale elettrico, il quale viene registrato dai sensori della strumentazione della risonanza magnetica. Il tempo di ritorno alla normalità dei protoni dipende dal tipo di tessuto nel quale essi si trovano. I segnali vengono quindi digitalizzati e inviati ad un elaboratore che costruisce un’immagine in sezione e in volume.

Utilizzo del mezzo di contrasto

La risonanza magnetica nucleare può essere effettuata con o senza mezzo di contrasto. Nella risonanza magnetica con contrasto viene fatta un’iniezione endovena di una sostanza paramagnetica, il gadolinio, che sotto l’effetto del campo magnetico della risonanza stessa rende più chiaro e forte l’allineamento dei protoni con tale campo e permette una migliore visualizzazione delle aree vascolarizzate. E’ bene sottolineare che prima di sottoporsi a questo tipo di risonanza è obbligatorio verificare lo stato di salute del paziente attraverso degli esami del sangue specifici, quali ad esempio emocromo, azotemia, glicemia e creatininemia. In alcuni casi, inoltre, vengono addirittura richiesti l’ECG e la radiografia del torace. Inoltre, la sostanza iniettata potrebbe causare reazioni allergiche, pertanto è opportuno, nel caso di soggetti allergici, effettuare una terapia antiallergica tre giorni prima dell’esame. Fatta eccezione per gli individui sensibili alla sostanza usata come mezzo di contrasto, questo esame, a differenza di altri esami, come ad esempio la radiografia, non è nocivo per i tessuti dell’organismo in quanto il campo magnetico cui il paziente è sottoposto ha il solo scopo di creare un allineamento temporaneo dei campi magnetici dei protoni, senza provocare alcuna alterazione chimica o biologica. Per questo motivo, tutti possono sottoporsi a risonanza magnetica, fatta eccezione soltanto per i portatori di pacemaker e i soggetti con protesi metalliche, tutti oggetti che potrebbero interferire con il campo magnetico, con conseguenti gravi rischi per la salute.

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