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Bottega del Vino di Serralunga d'Alba, recensione e storia

Vini della Langa

Storia

L'uva è un frutto conosciuto fin dall'antichità .
Nell'età del bronzo comincia la coltivazione della vite nelle regioni del bacino del Mediterraneo dove viene rivendicato anche l'uso del succo d'uva.
Dalla mitologia si apprende che fu la dea Osiride ad insegnare agli Egiziani come ottenere il vino dall'uva.
Il vino è conosciuto anche a Roma già fin dai primi anni a.C..
A Roma si facevano simposi con canti, musica e vino riservato però solo agli uomini.
Nel I secolo a.C., si espande la coltivazione della vite sul vasto territorio dell'Impero Romano, ed il vino viene bevuto da tutti.
Il vino acquisisce un aspetto sacrale con l'avvento del Cristianesimo.
In seguito saranno i frati a coltivare le vigne accanto ai monasteri per integrare il messaggio evangelico ( il Corpo di Cristo nel pane e nel vino), così il vino viene nascosto nelle cantine. Il vino è un liquido di composizione complessa e variabile, composro da sostanze organiche e inorganiche: alcooli ( soprattutto etilico, dal 10 al 14%), acidi ( tartarico, malico, succinico, acetico, lattico...), zuccheri , minerali, proteine, vitamine, enzimi, pectine, esteri e aldeidi, sostanze tanniche e coloranti. Il vino ha grande valore alimentare e produce 700 ca calorie per litro nei tipi comuni . La viticoltura assume grande importanza nell'agricoltura piemontese; i viticoltori imparano i metodi di vinificazione non più approssimativi . Negli ultimi anni si tende a prediligere la qualità alla quantità del vino piemontese ed in particolare diventano famosi il Barbera, il Barolo, il Barbaresco. La bottega di Serralunga d'Alba è un'associazione nata nel 1986 per far conoscere i vini migliori del territorio cuneese, e vende il Barolo in tutte le case.
Dal nobile vitigno di uva rossa, si vendemmiano a ottobre i bei grappoli a forma piramidale con piccoli acini dalla buccia consistente blu-nero sfumata di viola.
Da questo vitigno hanno origine il Barolo, il Nebbiolo d'Alba, il Barbaresco DOCG ed il Roero. Il barolo mostra un colore rosso rubino dal profumo di violetta con retrogusto di catrame e lascia in bocca una fragranza di rose appassite. E' squisito per arrosti di carne rossa e per cacciagione. Il barbaresco (12°-13°) è di un colore rubino brillante, di gusto asciutto e vellutato, con profumo di violetta, maturo a tre anni. Il nebbiolo è un vitigno con acini rotondi grigio-azzurrognoli, quasi annebbiati, donde il nome: produce vini rossi superiori dai caratteri affini ai precedenti

Cantine

Per ottenere un buon vino, la cantina è lontano da luce, rumore, fetore, umidità. Il vino gradisce una temperatura sui 10°, per cui la cantina è esposta al nord, senza sbalzi di temperatura. Il pavimento è abbassato e il soffitto ovale favorisce la circolazione dell'aria .

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