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Crisi economica in Argentina: cause ed effetti

Nel 2001 l'Argentina vive la fase acuta di una crisi economica devastante e mai conosciuta dalla storia del paese. Nel 2003, grazie a scelte coraggiose da parte delle autorità politiche, vi è stata una ripresa che vede oggi il paese latino americano riabilitato a livello internazionale.

Caratteristiche della crisi di inizio millennio

L'economista marxista Claudio Katz così descrive l'incubo vissuto dalla popolazione argentina nel 2001: "Il tasso d'interesse era cinque volte superiore alla media di tutti i paesi; i consumi crollarono per la drastica riduzione del potere d'acquisto; la povertà colpì il 37%della popolazione e la disoccupazione il 30% ". In questo clima si ebbe la nota rivolta della popolazione che nel dicembre di quell'anno arrivò a saccheggiare i supermercati e a mettersi in fila davanti alle banche per recuperare i propri risparmi e spedirli all'estero. Cavallo, l'allora ministro dell'economia, fu costretto a prendere decisioni drastiche come la conversione del debito privato in pubblico; la riduzione del 13 % dei salari e delle pensioni di un certo livello; l'impedimento per cittadini di disporre del denaro depositato in banca

Le cause antiche dello sfacelo e la dollarizzazione

Le cause della crisi, manifestatasi esplosivamente nel dicembre 2001, quando il Fondo Monetario Internazionale sospese il finanziamento all'Argentina a causa del suo indebitamento e della ormai palese impossibilità di rientrare, sono piuttosto antiche.
Dopo 25 anni di indebitamento, cominciato durante il regime militare, spiega Angelo Michele Piedimonte nella sua tesi per l'Università degli studi di Parma del 2006, un ruolo importantissimo per i futuri eventi fu giocato nel 1991 dalla decisione da parte delle autorità economico-politiche di adottare quello che viene chiamato nel gergo economico un Currency board, ovvero fissare rigidamente il tasso di cambio tra il peso, la valuta locale, e il dollaro.
Tale scelta ha innescato degli squilibri rimasti in incubazione fino al 1998, allorché l'Argentina fu inevitabilmente toccata dalla crisi finanziaria del Sud-est asiatico e della Russia che portò l'innalzamento dei tassi di interesse e il conseguente deflusso di capitali verso l'estero, ossia alla recessione economica, con effetti di impoverimento generale. Nel giro di pochi giorni, nello scenario di una crisi ormai anche politica, si assistette alla dichiarazione di fallimento e all'abbandono del regime di convertibilità tra peso e dollaro.

la ripresa

ll 2003 fu l'anno della ripresa, dovuta essenzialmente alla decisione di adottare finalmente un regime di cambio flessibile che restituì competitività alla valuta locale e consentì un miglioramento importante del saldo delle partite correnti. Con la stabilizzazione dello scenario politico istituzionale furono rimossi i vincoli sui depositi bancari e sulle operazioni in valuta estera. In tal modo, il miglioramento del contesto macroeconomico ha permesso un ritorno della fiducia dei mercati con diminuzione dei tassi d'interesse e conseguente ripresa degli investimenti, e quindi di tutta l'economia.

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