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Gerardo D'Ambrosio, magistrato italiano

Gerardo D'Ambrosio (Santa Maria a Vico, 1930) è stato un magistrato ed è attualmente un senatore della Repubblica.

La sua attività come magistrato

Inizia la sua attività di magistrato presso il tribunale di Nola, poi presso quello di Voghera. Negli anni 60 passa al tribunale di Milano, dapprima come Pretore civile, poi come Giudice istruttore penale. Qui concorre alle indagini sulla strage di piazza Fontana (12 dicembre 1969) ed è lui a occuparsi della morte dell'anarchico Giuseppe Pinelli, precipitato da una finestra della Questura durante l'interrogatorio condotto dal commissario Luigi Calabresi. Sarà proprio D'Ambrosio a prosciogliere, in fase istruttoria, il commissario e gli altri agenti di polizia presenti al momento. All'inizio degli anni 80 viene assegnato alla Procura generale di Milano come Sostituto procuratore generale (sarà per anni il vice di Francesco Saverio Borrelli, succedendogli nella carica di Procuratore capo quando questi andrà in pensione per raggiunti limiti di età). In questo periodo dirige le indagini relative allo scandalo dei petroli, ai primi fatti di terrorismo, e soprattutto agli illeciti compiuti dal Banco Ambrosiano di Roberto Calvi (finito poi impiccato a Londra, non si sa ancora se suicida o meno). Dal 1992 è protagonista, sotto la guida di Borrelli, insieme con Antonio Di Pietro, Piercamillo Davigo e Gherardo Colombo, della stagione nota come Mani pulite, una serie di indagini su casi di corruzione che, iniziati a Milano, si estendono a macchia d'olio in tutta Italia. Nel 1999 succede a Borrelli a capo della Procura di Milano e nel 2002, collocato in pensione per limiti di età, inizia la sua carriera politica.

La sua attività politica

Inizia collaborando con il quotidiano L'Unità e con il gruppo editoriale RCS; nel 2006 viene eletto per la prima volta in Senato, accettando la candidatura dei Democratici di Sinistra, per i quali (anche se nel frattempo il partito ha cambiato nome, diventando Partito Democratico) verrà rieletto nel 2008, sempre nella regione Lombardia. In quanto senatore si occupa prevalentemente di problemi legati alla giustizia; nel 2006, unico del suo gruppo, dice no all'indulto proposto dal governo Prodi (qualche mese dopo un appello in sede parlamentare di papa Giovanni Paolo II); secondo D'Ambrosio l'indulto avrebbe consentito la scarcerazione di molte più persone (24 000) del previsto (10 000): i fatti gli daranno poi ragione. Ha presentato in Senato diverse proposte di legge, tutte volte a snellire (senza snaturarlo) il processo penale, convinto come si dichiara che, come diceva Cesare Beccaria più di due secoli orsono, "a scoraggiare la criminalità non è la gravità ma l’inevitabilità e l’immediatezza della pena".

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