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Il Corriere Adriatico, storia del quotidiano

Il Corriere Adriatico è chiamato dai sui lettori anche la voce delle Marche perché propone sempre articoli della regione. Articoli che talvolta non sono veritieri, ma comunque ricalcano con assoluta fedeltà la visione di quei giornalisti che sono sempre pronti a cavalcare l'onda, in piedi sulla tavola con carta e penna.

La storia del giornale Corriere Adriatico

Subito dopo la battaglia di Castelfidardo nel 1860 il commissario regio Lorenzo Valerio crea il quotidiano: Corriere Adriatico. Inizialmente chiamato Corriere delle Marche era utilizzato per divulgare decreti, disposizioni del governo italiano e ordinanze. Poco dopo il quotidiano perde la gestione commissariale, lo storico e poeta Luigi Mercantini prende la direzione del giornale istituendolo a organo del partito liberale.
Col tempo intorno alla fine dell'ottocento i Vettori una famiglia marchigiana investono nel giornale, dando il via ad una gestione dinastica. Tuttavia quando il Corriere Adriatico cambia proprietà, Giacomo Vettori fonda un altro giornale denominato l’Ordine dando voce ad un pensiero politico moderato e conservatore.
Nel periodo della guerra mondiale il Corriere Adriatico si sostituisce all’Ordine (giornale della famiglia Vettori).
Alla fine della guerra cessa di esistere il Corriere Adriatico e dell’informazione locale continuava a occuparsene il quotidiano la Voce Adriatica.
Qualche tempo più tardi il quotidiano Corriere Adriatico riprende vita, esattamente nel 1971 per merito dell’editore Francesco Sensi.
Il Corriere Adriatico riesce ad ottenere molti lettori fino a trovare un vasto pubblico in tutta la regione.
Nel contempo intorno al 2004 il quotidiano entra nel Gruppo Caltagirone, con a capo l’ingegnere Franceso Gaetano Caltagirone. Nuovi investimenti per migliorare il giornale in direzione delle ultime innovazioni tecnologiche vedono il Corriere Adriatico infiltrarsi rapidamente sul territorio aumentando la fascia dei lettori.
Attualmente la redazione principale si trova ad Ancona mentre le redazioni decentrate si trovano a Pesaro, Macerata, Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Fermo, Jesi e Senigallia.
Dal 2009 il giornale ha una nuova grafica multicolore utilizzando il rosso per le cronache locali, il verde aspro per gli spettacoli e la cultura e il verde intenso mette in evidenza lo sport.
Nel giornale sono presenti cinque edizioni come cronache, inserti, sport, rubriche e iniziative promozionali che riguardano il territorio regionale.

Curiosità del pettegolo

Gli anconetani lo chiamano el bugiardo per la non vericidità dei fatti.

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