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Jeans a vita bassa: una moda passeggera?

Revival degli anni Settanta, i pantaloni a vita bassa stanno vivendo la loro agonia. La moda ormai detta altre regole.

I jeans degli anni Settanta

Erano i jeans delle attuali mamme e nonne. Arrivano direttamente dagli anni Settanta, quando Jimi Hendrix e Jim Morrison facevano impazzire le folle dai palchi.
Per essere veramente a vita bassa, un jeans o un pantalone deve arrivare almeno 8 cm sotto l'ombelico, lasciando scoperti pancia, fianchi e una parte di sedere.
Gli anni Ottanta hanno poi cambiato la moda. È alla fine degli anni Novanta che Gucci riprende le linee hippy, rilanciando così i pantaloni a vita bassa, con l'aggiunta di una nuova provocazione: l'elastico dello slip in vista.
Il diffondersi di questi pantaloni (specialmente tra le teenagers) ha anche portato nuova linfa a due modelli di intimo: il perizoma per le donne e i boxer attillati con l'elastico alto per gli uomini. Le mutande firmate sono così diventate un cult: il jeans è funzionale a lasciar vedere la griffe.
Un pantalone a vita bassa, però, non è per tutti. Il corpo dei giovanissimi, sottile e ancora informe, consente di poter indossare anche jeans a vita bassissima senza cadere nel grottesco. Crescendo, però, si dovrebbe optare per modelli più consoni. Un uomo può valorizzare meglio un bel fisico con un pantalone che magari fascia un po' di più e mette maggiormente in evidenza il fondo schiena; mentre una donna può favorire modelli a vita media che sono molto femminili e mascherano le imperfezioni che si possono manifestare negli anni.

Inversione di tendenza

La crociata contro questi modelli è partita dall'America, dove in diversi stati hanno tentato di vietarli legalmente. In Italia la polemica impazza specialmente nelle scuole: famosi i casi di cronaca in cui presidi e professori volevano far coprire natiche e ombelico. Rari i casi in cui ci siano riusciti.
Dal punto di vista medico, però, i jeans stretti a vita bassa possono causare molti problemi a livello circolatorio, specialmente nelle gambe. Inoltre, la schiena scoperta è più facilmente esposta a colpi di freddo e a infiammazioni. Ancora, il taglio dei jeans a vita bassa può causare più facili accumuli di grasso anche in uomini e donne magri, incentivando così le maniglie dell'amore.
Molte star, tra cui Sarha Jessica Parker, si sono dichiarate contrarie ai pantaloni a vita bassa e nelle sfilate di moda, dal 2009 in poi, sono tornati modelli con la vita decisamente più alta. Ormai i jeans a vita bassa da uomo sono fuori moda. Per le donne invece è meglio scegliere una mezza misura. Le passerelle di Milano, Parigi e New York stanno ormai seppellendo, anno dopo anno, la moda delle natiche in vista.

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