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L'aeroporto di Bologna: quando venne costruito e perché

L'aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna ha una storia che affonda le sue radici nel passato e bisogna tornare negli anni '20 per vedergli muovere i primi passi.

Gli albori

Questo airport nasce come zona di addestramento piloti dell'Aero Club di Bologna negli anni '20,
come IV zona di corporazione dell'Aeronautica.
Sucessivamente, negli anni '30 diventa un vero e proprio campo dell'aeronautica per addestramento piloti.
Il nome, dato nel 1978, è in onore dell'inventore della radio che è nato a Bologna.
Nel 1937 viene inaugurato il primo volo commerciale per Roma, poi sospeso per varie problematiche e riattivato nel 1939.
In questo periodo, cioè durante la seconda guerra mondiale era la sede del 36° stormo, era strutturato in palazzine, edifici ed aviorimesse, ed ospitava aerei per scopo di addestramento di piloti ed aerei da bombardamento terrestre.
Nel '41, grazie all'esproprio di terreni viene aggiunta un'altra pista.
Durante la guerra comunque l'azione distruttiva dei tedeschi provocò un crollo della struttura a causa dei bombardamenti e dei danni alle infrastrutture che lo ridussero ad un cumulo di macerie.

La ripresa

Il primo tentativo fu fatto nell'aprile del '47 dall'Aerea Teseo che ripristinò il collegamento con Firenze e Milano.
Nel '48 diventò uno scalo della rotta Firenze-Torino grazie all'utilizzo e alla risistemazione di una vecchia pista in erba che era stata gravemente danneggiata durante la guerra.
Nonostante questi sforzi, però, per circa quindici anni l'aeroporto cadde in disgrazia e fu soppiantato da altre strutture, in particolare in Emilia Romagna dagli aeroporti di Forlì e di Rimini, decisamente più grandi ed all'altezza di quello di Bologna, nonostante l'importanza della sua città in regione. Erano rimasti solo alcuni voli charter per il trasporto di frutta e pesci rossi.
Gli anni '60, con il boom economico subito dalla città, richiedono un forte intervento di ripresa dell'aeroporto . Nasce infatti nel '61 la società 'Aeroporto civile di Bologna', grazie all'intervento dell'Aeroclub, della Camera di Commercio e di varie entità pubbliche.
Fu così creata una pista di 1200 metri di lunghezza e di 45 di larghezza.
Inizialmente i trasporti furono effettuati da un Handley Page Herald.
Il nome, dato nel 1978, è stato dato in onore dell'inventore della radio, Guglielmo Marconi, nato a Bologna.
In quegli anni aumentarono gli scali andando a toccare sempre più località italiane, la pista fu allungata e sucessivamente si passò a località estere, tra cui un volo per Lione e un volo per Praga
Dopo innumerevoli alti e bassi (tra i quali anche la scomparsa di un velivolo nei cieli di Ustica dopo il decollo da Bologna nel 1980), la ripresa fu graduale ma costante e attualmente questo aeroporto è una punta di diamante nei cieli italiani.

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