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Misure di antidumping: definizione ed effetti

Parliamo di una procedura di protezione per le aziende appartenenti alla Comunità europea.

Che cosa è il dumping e come funziona l'antidumping

Le misure antidumping servono per proteggere il mercato comunitario dei 27 Stati membri, nei confronti di prodotti venduti all'interno di esso da parte di Stati al di fuori dell'area euro, che vendano prodotti, commercializzati anche dai Paesi comunitari, ma a un prezzo inferiore praticato da questi. La pratica di vendere prodotti a un prezzo inferiore si chiama dumping e i regolamenti comunitari prevedono l'applicazione di 'dazi di importazione' volti a riequilibrare i prezzi, eliminando gli effetti distorsivi causati dall'applicazione di prezzi eccessivamente bassi, portando i prezzi dei prodotti importati da Paesi esterni alla Ue al livello di quelli praticati dai Paesi Ue (il dazio è infatti dato dalla differenza tra i due prezzi). Si può evitare l'applicazione dei dazi solo nel caso in cui ci le aziende si accordino per dei 'prezzi minimi' da applicare, ma l'effetto è sempre quello del livellamento delle tariffe applicate. Le misure antidumping possono essere applicate sia in modo diretto, qualora la Comunità europea si accorga di un tale fenomeno, e sia su ricorso delle aziende interessate (e questa è l'ipotesi più ricorrente).

I requisiti dell'antidumping

Le misure antidumping vengono applicate solo se dopo il reclamo viene accertata l'esistenza di 4 fattori: - esistenza del dumping (il prezzo di vendita del prodotto esportato nel mercato comunitario è inferiore al prezzo praticato sul mercato comunitario);
- esistenza di un significativo possibile danno per produttori comunitari;
- esistenza di un rapporto diretto tra il danno e il dumping;
- il dazio deve portare più benefici che 'costi' a carico dei consumatori finali. Il ricorso può essere presentato dalle aziende comunitarie che si trovano davanti a un'azione di dumping, purché rappresentino almeno il 25% del totale della produzione comunitaria. Il ricorso può essere presentato direttamente o tramite le associazioni di categoria, e può essere presentato alla Commissione europea, oppure attraverso il Ministero dello Sviluppo Economico. Quest'ultimo, anche in mancanza di un ricorso, può chiedere alla Commissione europea di aprire la procedura di accertamento del dumping, e questo fa sì che anche le aziende produttrici, che tuttavia non rappresentano il requisito della soglia del 25%, possano ottenere tutela, trasmettendo le informazioni di cui sono in possesso al Ministero dello Sviluppo economico, che agirà se lo riterrà opportuno. Inoltre per le P.M.I. è previsto un servizio di assistenza per la redazione dei ricorsi, istituito presso la 'Direzione Generale per la politica commerciale internazionale' del Ministero dello Sviluppo Economico - Divisione I Unità Gestione Strumenti di Difesa Commerciale
Nominativi di riferimento: Dr.ssa Patrizia Iorio (Capo Unità) tel: 06 5993 2197 e Dr. Paolo Passerini (Esperto economia internazionale) tel: 06 5993 2529.

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