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Mollusco contagioso: sintomi, trasmissione e trattamento

Che cos'è il mollusco contagioso e come proteggersi?

Mollusco contagioso: che cos'è

Quando facciamo riferimento al “Mollusco contagioso”, stiamo parlando di una malattia della pelle causata da un virus "Molluscum contagiosum virus" (MCV) che normalmente causa una o più lesioni che si manifestano a forma di nodulo di qualche millimetro di diametro, di colorito roseo.
Si tratta di una malattia che colpisce principalmente i bambini di età compresa tra i 10 e i 12 anni, ma in alcuni casi può colpire anche gli adulti.
Si pensa che il virus appartenga della famiglia dei virus del vaiolo.
Il periodo di incubazione in media dura 2 o 3 mesi, ma in alcuni casi può durare da una settimana a sei mesi.
Il virus MCV, appartiene alla famiglia Poxviridae, sottofamiglia Chordopoxvirinae, genere Molluscipoxvirus. Il virus non è univoco; vi sono infatti almeno 4 forme in cui il virus può manifestarsi: - MCV-1: è quello più diffuso; - MCV-2: più raro. È la forma che colpisce gli adulti e la principale via di trasmissione è il rapporto sessuale;
- MCV-3;
- MCV-4. La malattia è trasmissibile attraverso il contatto con la zona cutanea infetta oppure anche in modo indiretto, attraverso ad esempio il contatto con indumenti, salviette o accappatoi di proprietà di una persona affetta dal virus. Ecco dunque che è essenziale prestare attenzione a cosa si tocca, nel caso in cui la persona sia malata.
Piccoli accorgimenti che possono evitare un contagio e la diffusione del virus.
In quali zone si manifestano i segni?
Le lesioni sono diverse a seconda che il soggetto sia un adulto o un bambino; di regola, negli adulti le lesioni si manifestano sulle cosce, sulle natiche, sull’inguine ed il basso ventre e, in alcuni casi, possono comparire sui genitali esterni e nella zona anale.
I bambini, di solito, presentano lesioni sul volto, sul tronco, sulle gambe e sulle braccia.

Cure e trattamenti

Cura e prevenzione sono i rimedi a nostra disposizione per debellare il virus.
Contro il virus, nonostante la remissione sia spontanea, è consigliabile l’asportazione dei segni per impedire la diffusione e il contagio.
Numerose le tecniche per eliminare le papule: - possono essere rimosse chirurgicamente; - trattate con una sostanza chimica, come la podofillina, la cantaridina, il fenolo, il nitrato d’argento, l’acido tricloroacetico o lo iodio; - rimozione con la crioterapia. Accanto agli interventi, è possibile prevenire il rischio di malattia, attraverso una campagna di sensibilizzazione e informazione e attraverso l'uso di alcuni accorgimenti come l'uso del preservativo nei rapporti sessuali.

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