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Proteina C reattiva: cos'è?

La proteina C reattiva è un indice di flogosi aspecifico.

Cos'è la PCR?

La proteina C reattiva (PCR) è sintetizzata dal fegato e dalle cellule adipose ed è poi riversata nel circolo ematico. In condizioni normali i suoi valori sono molto bassi, generalmente non superiori a 5-6 mg/L. Durante i processi infiammatori il titolo della proteina C reattiva può raggiungere valori molto elevati, fino a 500-1000 mg/L. la sua concentrazione ematica aumenta nella fase acuta di numerose malattie infettive e non, nei processi infiammatori e in seguito ad alcuni interventi chirurgici. Anche alcuni farmaci come antibiotici, metildopa, contraccettivi orali, penicillina, streptomicina e tetracicline possono determinare una positività del test. In seguito a un evento acuto, nel giro di poche ore, i suoi livelli possono raggiungere valori centinaia di volte superiori rispetto alla normalità. La PCR aumenta ancor prima che compaiano i sintomi classici dell’infiammazione come la febbre o il malessere generalizzato e inoltre aumenta più tempestivamente della VES. Inoltre rispetto alla VES la PCR può essere più attendibile perché non è modificata da fattori plasmatici o ormonali. La PCR è anche definita un indice di flogosi aspecifico poiché segnala uno stato d’infiammazione o infezione, ma non ne svela la causa. Aumenta in corso d’infezioni di origine batterica e virale, neoplasie, reumatismi acuti, peritoniti, malattie autoimmuni come il lupus eritromatoso sistemico e il morbo di Chron. Può essere, inoltre, utilizzata come marker di controllo per monitorare nel tempo l’efficacia di una terapia antinfiammatoria o per valutare l'eventuale l’insorgenza di patologie virali o batteriche. Il test è semplice, è effettuato prelevando un campione di sangue venoso e i risultati del dosaggio sono disponibili in pochi minuti.

La sua applicazione in ambito cardiologico

Un nuovo ambito in cui è dosata la PCR è quello cardiologico. Si tratta di un'applicazione piuttosto innovativa. É considerata un parametro in grado di predire patologie cardiovascolari acute: quanto più elevati sono i livelli pcr, tanto più alto è il rischio di avere un infarto miocardico o un ictus cerebrale.
In passato la PCR era utilizzata come parametro di controllo cardiologico nel follow-up di pazienti sottoposti ad angioplastica o bypass coronarico. Era quindi dosata come un indicatore di rischio di complicazioni nel post intervento chirurgico.

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