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Roberto Rossellini: biografia del regista italiano

Uno degli autori più importanti del nostro cinema, è considerato uno dei padri del Neorealismo.

Biografia, prima parte

Nasce a Roma nel 1906 da una famiglia alto-borghese e ivi muore nel 1977.
Dopo aver conseguito la licenza liceale, abbadona gli studi. La sua passione per il cinema è precoce, tanto da riuscire a entrare in quel mondo lavorando come scenotecnico e montatore.
Il suo vero esordio dietro la macchina da presa si ha con la direzione di alcuni cortometraggi, come Fantasia Sottomarina nel 1937. Il primo lungometraggio è del 1941: La nave Bianca; a questo seguono due film di propaganda fascista: Un pilota ritorna e L'uomo della croce.
Ma il capolavoro indiscusso di Rossellini arriva nel 1945 con Roma città aperta, manifesto di quello che prenderà nome di neorealismo. Si tratta di un film corale, che annovera tra i suoi intepreti anche Anna Magnani, con la quale Rosellini inizia una relazione, e Aldo Fabrizi: vi si racconta l’angoscia e la speranza dei romani al tempo dell’occupazione tedesca. La pellicola ottiene un grande successo e anche l’interesse del pubblico mondiale nei confronti della società italiana dell'epoca.
Dopo l'epocale successo di Roma città aperta arrivano Paisà (1946) e Germania Anno Zero (1948), che oggi vengono considerati i capisaldi del cinema neorealista e consacrano Rossellini come un grande maestro a livello internazionale.
La stessa Ingrid Bergman, dopo aver visto negli States il film Roma città aperta, scrive al regista e si propone per una collaborazione.

Seconda parte

Tra i due si instaura una relazione che suscita all'epoca grande scandalo, essendo entrambi già sposati. Dal loro amore nasce la figlia Isabella. Con l’attrice svedese, compagna e musa ispiratrice, Rossellini gira tre film: “Stromboli”, “Europa 51” e “Viaggio in Italia”.
Nel 1957, Rossellini intraprende un viaggio nell’India di Gandhi. Qui gira un documentario e insegna cinema, conosce Sonali Das Gupta, che poi sposerà, e ne adotta il figlio Gil.
Anche questo rapporto amoroso solleva un profondo scandalo, in India e in Italia.
Negli ultimi anni della sua carriera, Rossellini si occupa soprattutto di insegnamento.
Muore per un attacco di cuore il 3 giugno 1977 salutato come un genio del cinema.
Alla sua morte il suo palmarès comprende un premio a Cannes per Roma città aperta e un Leone d’Oro a Venezia nel 1961 per il Generale Della Rovere (1959).

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