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Tag associati : poesia

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CHRISTIAN PALLADINO

CHRISTIAN PALLADINO

"È notte: ora parlano più forte tutte le fontane zampillanti. E anche la mia anima è una fontana zampillante. È notte: solo ora si svegliano tutti i canti degli amanti. E anche la mia anima è il canto di un amante. Qualcosa di insaziato, insaziabile è in me; che vuole farsi sentire. È in me un desiderio d'amore, che parla il linguaggio dell'amore. "Friedrich Wilhelm Nietzsche"
christianpalladino christianpalladino
Articoli : 21
Dal : 01/10/2011

Articoli da scoprire

NEL GREMBO

NEL GREMBO

Nel grembo la mia mano ti sfiora un brandello fatto di respiri gettato, dimenticato in quella notte d'allora la tua giovinezza succhiata nell'orgia di vampiri: i miei desideri, i miei egoismi, ed ora nel grembo una vita mischiata da umori ed orgasmi incontrollati a donare un mondo, triste lembo all'innocente, espiazione per i dannati. La tua giovin
SOLO SABBIA

SOLO SABBIA

Solo sabbia nei miei occhi solo sabbia nei miei pochi anni i minuti sono rintocchi vestiti da vecchi tiranni. Musiche di voci straziate odo, nell'eterno gioco di volontà assetate ove il tempo brucia come fuoco. Bombe, spari, cuori imbrattati sangue, prigioni, menti sbranate mamme e bambini malmenati in questo inverno che non sarà mai estate. Guar
IL SOFFICE PASSEGGIAR DELLE ONDE

IL SOFFICE PASSEGGIAR DELLE ONDE

Accarezzano dolcemente i miei occhi assaporo il profumo nonostante sia lontano, soffici, vellutate le onde, che, timide passeggiano nell'immenso Non odo il rumore ma percepisco il fruscìo come le tue parole di un tempo: fugaci e immobili nella mibilità dell'essere, scruto quella leggerezza. Osservo con l'anima attraverso i lumi mi bagna il ricord

SOLO SABBIA

Solo sabbia nei miei occhi solo sabbia nei miei pochi anni i minuti sono rintocchi vestiti da vecchi tiranni. Musiche di voci straziate odo, nell'eterno gioco di volontà assetate ove il tempo brucia come fuoco. Bombe, spari, cuori imbrattati sangue, prigioni, menti sbranate mamme e bambini malmenati in questo inverno che non sarà mai estate. Guar
COSA NE SARA'

COSA NE SARA'

cosa ne sarà di queste foglie ingiallite scaraventate dal vento arrogante? e di questo albero? nudo, spaurito.. cosa ne sarà della luce di codeste candele che nel giuoco luci-ombre ricama il tuo viso in maniera eccellente? cosa ne sarà di questa rabbia che domina, della tristezza, della malinconia? di quel tuo sguardo, e di quella tua lacrima...
IL SUONATORE DI JAZZ

IL SUONATORE DI JAZZ

Il suonatore di jazz nella notte ombrosa dove la luna è oramai padrona ricama sogni mani e guanti di pizzo francese vino nel bicchiere. Una donna inebriante in abito raffinato avanza sulla scena con il cristallo in mano trasudando di champagne dalle labbra fino ai seni e i pensieri ribelli cadono sul frak dell'orchestrale, che, perso in emozioni e
LA VITA TRISTE DEL PAGLIACCIO

LA VITA TRISTE DEL PAGLIACCIO

Conserva la maschera e le vesti quando viene sera, il pagliaccio. Accende una sigaretta sorseggiando del rum guarda fuori dalla piccola finestra e medita, medita. Quando è solo senza il trucco non deve più far ridere alla gente, il pagliaccio e trema di malinconia sogghignando dinnanzi ad uno specchio rimirando la sua triste figura. Passa il gior
IL CANTASTORIE

IL CANTASTORIE

Per le strade rosse e terrose cammina a passi silenziosi catturando polvere e parole sanguinando e mordendo vite il cantastorie agucchia afflizioni musicando il tempo e del tempo favellando nuota negli occhi della fanciulla incrociata sul ciglio della via vien rapito da dolci profumi osservando il nero del cielo e punti luminosi brindando alla sua
POESIA DEL BIMBO RECLUTATO

POESIA DEL BIMBO RECLUTATO

Sono nato da qualcuno son certo disperso nel caldo di questo deserto il mondo riconosce i miei occhi bagnati di terrore che da lì Generale non tocchi mai una bimba li vedrà perché nascosti dietro un fucile che sparerà verso il vento avaro di chi comanda già e che non sa che niente avrà L'inglese che ho sul braccio, mi fa più grande e forte D
ETERNA PRIMAVERA

ETERNA PRIMAVERA

Il lunedì verrà... ed è già primavera la gente sorride sull'uscio del bar vestita a festa la ragazza balla tra sciami di rose nell'abito bianco a piedi nudi barcolla il ritmo del cuor il soffice manto erboso l'accoglie felice svolazza il pensiero fugace il peccato lascia il posto alla danza le gambe impazzite disegnano cerchi il profumo dei fio