Non sei ancora registrato? Creare un OverBlog!

Creare il mio blog

Daniele A. Esposito

Daniele A. Esposito

Ho quasi trent’anni, una laurea in scienze naturali ed una specializzazione in preistoria ed evoluzione umana. Vivo e lavoro a Milano, ma profumo di mare. Sono per metà spagnolo da parte di madre, e per metà campano da parte di padre (il cognome non mente!) Prima di trasferirmi a Milano, ho vissuto a La Spezia, Parma e Ferrara. Amo il rock, le spider quando scappottano e i paesaggi naturali semideserti. Odio le suonerie dei telefoni, i manuali di self-help e i dogmi religiosi. Leggo per necessità, per non somigliare a nessuno, e scrivo per narcisismo. Mi piacciono i libri, gli ambienti che li contengono e le persone che li leggono. Non tollero i supporti di lettura digitale. Il mio genere preferito è la saggistica, in particolare la divulgazione scientifica. Parlando di narrativa, invece, non disdegno i classici moderni. Mi ritengo un razionalista critico, in ragione della fiducia che ripongo nella scienza come strumento di conoscenza relativa dei fenomeni naturali, e, in ambito sociale, un progressista laico che non crede nella mano invisibile di Adam Smith. Seguo la politica italiana con un approccio ondivago, alle volte mi infiamma un platonico interventismo, talaltre sono vittima di un rifiuto epicureo. Non so se l’intellettuale debba impicciarsi o meno nella gestione della cosa pubblica, ad ogni modo, rimanere informati è dovere. La storia naturale e la biologia umana mi appassionano da sempre e, dopo essere state oggetto dei miei studi universitari, costituiscono, ora, uno dei temi principali delle mie letture. Più di recente mi sono avvicinato alla storia e alla geopolitica, entrambe mi intrattengono molto, anche se non sempre riesco a metterne a fuoco i processi e, non di rado, finisco per domandarmi se il passato possa davvero insegnarci qualcosa. Non ho ancora trovato una risposta, ma non demordo. Lo scopo di questo spazio, se proprio devo trovarne uno, è verosimilmente quello di instaurare un dialogo con altri lettori, ma non ne sono sicuro: potrebbe essere una scusa.
Tag associati : attualita, books

Blog

Daunbailò - Apologia dei libri tosti

Daunbailò - Apologia dei libri tosti

Ho quasi trent’anni, una laurea in scienze naturali ed una specializzazione in preistoria ed evoluzione umana. Vivo e lavoro a Milano, ma profumo di mare. Sono per metà spagnolo da parte di madre, e per metà campano da parte di padre (il cognome non mente!). Prima di trasferirmi a Milano, ho vissuto a La Spezia, Parma e Ferrara. Amo il rock, le spider quando scappottano e i paesaggi naturali semideserti. Odio le suonerie dei telefoni, i manuali di self-help e i dogmi religiosi. Leggo per necessità, per non somigliare a nessuno, e scrivo per narcisismo. Mi piacciono i libri, gli ambienti che li contengono e le persone che li leggono. Non tollero i supporti di lettura digitale. Il mio genere preferito è la saggistica, in particolare la divulgazione scientifica. Parlando di narrativa, invece, non disdegno i classici moderni. Mi ritengo un razionalista critico, in ragione della fiducia che ripongo nella scienza come strumento di conoscenza relativa dei fenomeni naturali, e, in ambito sociale, un progressista laico che non crede nella mano invisibile di Adam Smith. Seguo la politica italiana con un approccio ondivago, alle volte mi infiamma un platonico interventismo, talaltre sono vittima di un rifiuto epicureo. Non so se l’intellettuale debba impicciarsi o meno nella gestione della cosa pubblica, ad ogni modo, rimanere informati è dovere. La storia naturale e la biologia umana mi appassionano da sempre e, dopo essere state oggetto dei miei studi universitari, costituiscono, ora, uno dei temi principali delle mie letture. Più di recente mi sono avvicinato alla storia e alla geopolitica, entrambe mi intrattengono molto, anche se non sempre riesco a metterne a fuoco i processi e, non di rado, finisco per domandarmi se il passato possa davvero insegnarci qualcosa. Non ho ancora trovato una risposta, ma non demordo. Lo scopo di questo spazio, se proprio devo trovarne uno, è verosimilmente quello di instaurare un dialogo con altri lettori, ma non ne sono sicuro: potrebbe essere una scusa. (Le immagini a corredo dei post provengono dal web e possono essere soggetto a copyright. Non è mia intenzione compiere alcuna violazione del copyright.)
Daniele A. Esposito Daniele A. Esposito
Articoli : 40
Dal : 25/06/2011

Articoli da scoprire

Armi, propaganda e pandemie. Cronache di un mondo liquido

Armi, propaganda e pandemie. Cronache di un mondo liquido

Il mondo sta diventando sempre più inospitale e ci fa paura. Non penso soltanto alla pandemia e all’ansia trasmessaci dall’ infodemia - neologismo, quest’ultimo, molto in voga di questi tempi, che la Treccani definisce con la “circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, che rendono diffic
Fedeltà (o, meglio, infedeltà). Discorsi circa l’ultimo libro di Missiroli

Fedeltà (o, meglio, infedeltà). Discorsi circa l’ultimo libro di Missiroli

Marco Missiroli (Rimini, 1981) è un giovane scrittore romagnolo trapiantato a Milano dove collabora col Corriere. Autore di diversi romanzi, si è fatto notare, in particolare, con Atti osceni in luogo privato (Feltrinelli, 2015), che non ho ancora avuto modo di leggere. In compenso ho letto Fedeltà (Einaudi, 2019), il suo ultimo romanzo vincitor
Spillover. Perché il libro sulle epidemie di David Quammen merita il successo che ha

Spillover. Perché il libro sulle epidemie di David Quammen merita il successo che ha

Nel 2012, in tempi non sospetti, il divulgatore David Quammen (1948) portò sotto i riflettori, con il suo libro Spillover (in Italia dal 2014 con Adelphi) the Next Big One , la temutissima, quanto attesa, pandemia del secolo. Non fu un’idea sua, come ammette onestamente nelle decine di interviste che sta rilasciando, in questi giorni, nelle colo
Uomini e no, il romanzo sulla Resistenza di Elio Vittorini

Uomini e no, il romanzo sulla Resistenza di Elio Vittorini

Dopo tre quarti di secolo ho accarezzato tra le mie mani, Uomini e no , uno dei libri più apprezzati di Elio Vittorini (1908 - 1966). Scritto nel ’44, nel pieno della guerra civile che il regime ha scatenato, viene pubblicato solo l’anno dopo alla conclusione del conflitto. Siciliano di nascita, Vittorini, lascia la terra natia per trasferirsi
I pilastri di Notre-Dame

I pilastri di Notre-Dame

Ogni cartello stradale che indica la distanza da Parigi la misura dal punto zero, una stella di bronzo inserita nella pavimentazione davanti a Notre-Dame. La grande campana della torre sud, chiamata Emmanuel, si sente in tutta la città quando suona il suo potente fa diesis per annunciare un evento lieto o luttuoso, la fine della guerra o una trage
Emmanuel Carrère, nel regno della non-fiction

Emmanuel Carrère, nel regno della non-fiction

Ho letto il mio primo Carrère, e sono in estasi. Vi confesso che, eccezion fatta per la saggistica, faccio sempre molta fatica ad approcciarmi ad un autore contemporaneo poiché le aspettative sono generalmente disattese. Non vi nascondo, inoltre, che, anche dinnanzi ad una buona qualità di scrittura, mi pare sempre più difficile non imbattersi
Le piante ci salveranno. (E salveranno anche Bolsonaro.)

Le piante ci salveranno. (E salveranno anche Bolsonaro.)

Essere consapevoli del disastro che i nostri consumi stanno creando dovrebbe renderci tutti più attenti ai nostri comportamenti individuali, ma anche arrabbiati verso un modello di sviluppo che, per premiare pochissimi, distrugge la nostra casa comune. Dopo Notre-Dame, tocca all’Amazzonia. Da settimane il mondo intero sente il crepitio del fuoco
La storia, come il presente, non ci insegna nulla

La storia, come il presente, non ci insegna nulla

Sul finire degli anni ’ 90, in conclusione di un ciclo di interviste per la televisione (che trovate su youtube cliccando qui), il giornalista Alain Elkann chiese ad Indro Montanelli (1909 - 2001) cosa si aspettasse per il futuro dell ’ Italia. Montanelli, lucidissimo ultraottuagenario, nonché cinico intellettuale conservatore dalla risposta q
Ripensare la globalizzazione

Ripensare la globalizzazione

Ormai è chiaro, non possiamo più andare avanti così. E’ tempo di mettere da parte le risposte semplici a problemi complessi, non servono a niente. Se, da un lato, la politica internazionale ci offre slogan che fanno sempre più breccia in bocca all’uomo forte di turno, le comunità, dall’altro, necessitano di lucidità di pensiero, pianifi