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Sara Costantini

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caos

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un post-o qualunque
Sara Costantini Sara Costantini
Articoli : 60
Dal : 12/11/2012

Articoli da scoprire

606

continuavo a passare la lingua fra il palato e i denti, alla ricerca dell’ultimo, nostalgico sapore di biscotti mangiati qualche minuto prima, bevendo il caffè. passavo dolcemente – quasi auto eroticamente – la lingua nel labirinto delle gengive, mentre con il resto del mio corpo in piedi occupavo una delle poche zone di luce solare diretta,

episodio 3.

chissà se il tempismo sia un fenomeno determinato casualmente o se possa essere istituito indirizzando alla sincronia azioni e comportamenti. chissà quale successione di scelte automatiche quotidiane – sedersi su quel lato o quest’altro del bus, fermarsi per strada a comprare un giornale o decidere di leggerlo online più tardi, buttare giù

ho le spinacine congelate

Dottor G. io proprio non capisco la sua ultima mail in cui mi dice che ho "evidenti elementi di instabilità da chiarire". Se sono evidenti come posso pretendere di chiarirli ulteriormente?"Educazione al riconoscimento delle emozioni…"? Mi sta dicendo che sono emotivamente maleducata? Ah ci mancava solo questa…No, non ho stilato nessuna griglia

episodio 2.

[“l’applicazione dà la macchina più vicina a un km e mezzo. puoi farcela?”, disse arrotolandosi le maniche della camicia fino ai gomiti. scandiva le parole con delicatezza e profondità. forse era solo la mia sensibilità corrotta, ma avvertivo una fragranza di spezie provenire dalla sua persona. “se ti togli quelle scarpe...forse” “c
Non amo sostare nei piani alti.

Non amo sostare nei piani alti.

Non amo sostare in piani alti. Tra il mio vasto assortimento di automatismi compulsivi ed evitamenti fobici collocherei fra i più debilitanti il trovarmi in appartamenti o uffici posti oltre il secondo, ok dai, terzo piano. È una cosa così innaturale. È una cosa così claustrofobica. Ho costitutivamente difficoltà a restare coi piedi per terra

1. Reverse Engineering

Uno, due... un leggero brivido dietro il collo, cinque, lo stomaco come un pugno di spilli, sei, sette. Anche quella mattina erano sette le costole visibili al di sotto della flebile pelle grigiastra trapassata da pallidi sentieri di vene blu. Come ogni mattina, la prima cosa da fare dopo il lento e faticoso ritorno dalla realtà onirica, era conta

iniziai a bere caffè senza zucchero tre anni e mezzo fa

Iniziai a bere caffè senza zucchero tre anni e mezzo fa.Era il compleanno di Angie e cucinò per l’occasione una quantità spropositata di pasta al forno.La trasferta per andare da lui era stata organizzata all’ultimo; era tarda mattina e avevo appena appreso l’ennesimo sciopero dei treni regionali. Ero a Pescara senza soldi e in stato piutt

per avere almeno un rilascio di endorfine

Certi giorni sono infiniti. Come i minuti in fila dal medico di base o come le afose ore di luglio in una città senza alberi e panchine. L’orologio dice dieci due punti quarantotto. È talmente troppo giorno che una sensazione di impotenza arriva ripetutamente a perturbare la mia vacua concentrazione, intenta a finire il capitolo sulla teoria de

KWay

Un’altra mattina cerulea in cerca di redenzione. Ignoravo dove fossero tutti i miei averi, dal cellulare – meglio averlo lontano, porta guai e poi le onde elettromagnetiche pare facciano venire il tumore – alla borsetta, ai miei vestiti. Dall’angolo di finestra scoperto dalle tende potevo accorgermi dell’intenso biancore invernale del cie

episodio 1.

[aperta, chiusa. trillo. aperta, chiusa. “qui ci morirò”. il piede fra le ante. aperta. vedo il corridoio. chiusa. trillo. aperta. il piede respira. chiusa. trillo. “devo vomitare”. aperta. vedo delle orrende scarpe bianche. “ti senti male? mi senti? ehi?”] la cosa meno piacevole di quella visione rimaneva la tenda di raso rosso, raso