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Appalti pubblici: codice e regolamento

Anche la Pubblica Amministrazione può avvalersi per il raggiungimento dei propri fini istituzionali di strumenti tipici del diritto privato, in una posizione di parità con l’altro contraente. Ci si sofferma di seguito sulla disciplina dei contratti di appalti pubblici.

FONTI NORMATIVE

Il Codice dei Contratti Pubblici - varato con d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 - e il successivo regolamento di esecuzione e attuazione – D. Pr. 207/2010 -, recano la disciplina relativa ai contratti pubblici di appalto di lavori pubblici, di servizi e di forniture. Recependo la definizione di matrice europea, si considerano appalti pubblici i contratti a titolo oneroso, stipulati per iscritto tra una stazione appaltante o un ente aggiudicatore e uno o più operatori economici, aventi per oggetto l’esecuzione di lavori, la fornitura di prodotti o la prestazione di servizi. Si rinvia all’art. 3 del suddetto Codice per un quadro puntuale e completo di tutte le definizioni.

LA PROCEDURA DI AFFIDAMENTO

L’art. 11 del Codice individua le diverse fasi della procedura di affidamento, che deve avvenire nell’ambito di una più generale attività di programmazione della p.a..
Innanzitutto, l’amministrazione manifesta la propria volontà di stipulare un contratto, individuando gli elementi essenziali e i requisiti che gli operatori economici devono rispettare per poter stipulare un contratto pubblico. Tali requisiti, previsti dalla legge, variano a seconda che la stazione appaltante abbia optato per procedure aperte (tutti possono partecipare), ristrette (gli operatori economici invitati dalle stazioni appaltanti formulano le proprie offerte) o negoziate (le stazioni appaltanti scelgono gli operatori economici e negoziano con essi le condizioni d’appalto). L’art. 81 individua due criteri di aggiudicazione: - prezzo più basso: si sceglie l’offerta che assicura il maggior ribasso rispetto al prezzo posto alla base dell’asta; -offerta economicamente più vantaggiosa: un’apposita commissione giudicatrice valuta le offerte ricevute secondo criteri (non solo quantitativi) predeterminati. Al termine della gara, si dichiara a favore del vincitore l’aggiudicazione provvisoria, che diventa definitiva in seguito alla verifica di regolarità dell’attività svolta durante la procedura. Dopo l'ulteriore controllo dell’effettivo possesso dei requisiti da parte del vincitore, l’aggiudicazione diviene efficace e le parti possono stipulare il contratto entro 60 giorni, con la puntuale regolamentazione dei diritti e degli obblighi contrattuali. La fase dell’esecuzione del contratto vede la parti in uno stato di sostanziale parità, anche se la stazione appaltante ha l’ampio potere di modificare unilateralmente il contratto. Il legislatore nel 2006 ha introdotto nuove procedure di affidamento, quali l’accordo quadro e le aste elettroniche. Una disciplina più articolata è prevista per i contratti di appalti di lavori. Ad esempio, per questi è essenziale la fase del collaudo, con la quale la p.a. accerta la conformità dell’opera a quanto richiesto nel contratto e solo successivamente liquida il corrispettivo all’appaltatore.

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