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Giuseppe Garibaldi: il patriota italiano

La storia di Giuseppe Garibaldi, il noto patriota che ha combattuto per ridare l'indipendenza ai "due mondi" ossia l'America Latina e l'Italia, è piena di avvenimenti ed azione. Vediamola un po'.

La formazione in America Latina

Garibaldi nasce nel lontano 1807, a Nizza. Fin da piccolo dimostra un carattere fervente e irrequieto, decide perciò da ragazzo di imbarcarsi come marinaio. A soli 25 anni diventa capitano di un mercantile e inizia a maturare delle proprie idee sui movimenti patriottici europei, in particolare quelli italiani. Si interessa alla Giovine Italia di Mazzini e agli ideali di indipendenza e libertà dagli oppressori. Tuttavia la sua attività in Europa non ha ancora inizio. A differenza di ciò che molti pensano, Garibaldi non è stato solo un patriota italiano. Infatti nel 1836, sbarcato a Rio de Janeiro, si impegna in svariate guerre nell'America Latina. Il suo ruolo di combattente per l'indipendenza si fa sentire dal Brasile fino all'Uruguay. In questo periodo accumula notevole esperienza, specie per quanto riguarda le strategie di guerra e quelli che poi sarebbero stati la sua specialità, gli "effetti a sorpresa". Garibaldi si trasforma perciò da marinaio in valido condottiero.

L'attività in Italia e gli ultimi anni

Nel famoso 1848 torna in Italia: qui sono scoppiate le rivolte per l'Indipendenza. Partecipa alla difesa della Repubblica Romana con i noti, Mameli e Pisacane, si adopera contro i francesi alleati di Papa Pio IX. Tuttavia è costretto ad abbandonare Roma quando i repubblicani vengono sottomessi. Segretamente riesce a raggiungere la Sardegna, accompagnato dalla fedele moglie Anita. Vagabonda in lungo e in largo, giungendo nel 1857 infine a Caprera. In questo periodo non ha tuttavia abbandonato i propri ideali, perciò tiene un incontro con Cavour e Vittorio Emanuele, che gli danno il permesso di costituire un corpo di volontari, i Cacciatori delle Alpi. Partecipa alla Seconda guerra di Indipendenza, interrotto però dall'armistizio di Villafranca. Nel 1860 si ha la sua spedizione più famosa: l'impresa dei Mille. Salpa da Quarto in Liguria e sbarca a Marsala in Sicilia con circa mille volontari, le camice rosse. Dallo sbarco dei mille segue la sua risalita per l'Italia, liberando le varie città siciliane e calabresi. Sconfigge i Borboni e si incontra con Vittorio Emanuele a Vairano, consegnandogli le terre liberate. Adesso intende liberare Roma, ma è ostacolato dai Piemontesi. La svolta si ha con la terza Guerra d'Indipendenza. È al comando dei Reparti Volontari, all'opera nel Trentino, da dove è poi scacciato sempre per volere del Piemonte. Successivamente organizza la spedizione per liberare Roma, anche questa fallita a causa delle armate franco-pontificie. Nel 1871 combatte nella guerra Franco-Prussiana, non potendo far nulla per evitare la sconfitta. Ritorna a Caprera, e vi muore nel 1882.

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