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Quali sono i compiti del Ministero della Cultura

I Beni Culturali in Italia, sono un patrimonio infinito.

L'Italia è un museo a cielo aperto

L’Italia è un paese estremamente ricco di beni culturali. Monumenti di grandissimo pregio, musei stracolmi di opere d’arte, biblioteche, beni paesaggistici di incalcolabile valore, concorrono a creare il patrimonio più rilevante del mondo. Un patrimonio sul quale si può costruire una rete di politiche tese non solo a preservarne il valore, ma anche a renderli strumento di conoscenza a disposizione di tutti e di sfruttamento economico. E proprio a questo scopo, è stato creato il Ministero dei Beni Culturali, che non di rado è stato ricoperto da figure di grande prestigio, proprio per la grande visibilità che esso può garantire in un paese ove non c’è praticamente località, anche la più piccola e sperduta, che non abbia la sua piccola perla culturale.

Le competenze del Ministero dei Beni Culturali

Istituito nel 1974, su iniziativa dell’allora Presidente del Consiglio, Aldo Moro, e di Giovanni Spadolini, come Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, esso è stato più volte oggetto di revisione, sino a giungere alla attuale denominazione di Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il suo compito, consiste nel gestire il patrimonio culturale e ambientale, al fine di assicurate la tutela organica dello stesso, considerato come un interesse estremamente rilevante sul piano nazionale ed internazionale. Esso ha raccolto competenze e funzioni che negli anni precedenti erano state disperse tra il Ministero della Pubblica Istruzione (Antichità e Belle Arti, Biblioteche ed Accademie), quello degli Interni (Archivi di Stato) e Presidenza del Consiglio dei Ministri (Discoteca di Stato, editoria libraria e diffusione della cultura). Con il tempo, a queste prerogative si sono aggiunte quelle relative alla promozione della pratica e impiantistica sportiva e la promozione delle attività legate allo spettacolo in tutte le sue espressioni (cinema, danza, teatro, musica e spettacoli viaggianti). Come si può facilmente comprendere, sono funzioni estremamente complesse, in un paese come l’Italia che può essere considerato un patrimonio dell’umanità. Basti ricordare che nel corso della Seconda Guerra Mondiale, Kesselring, comandante in capo delle truppe naziste, si lamentò più di una volta di dover combattere dentro quello che per lui era un museo unico. E la mancanza di risorse che spesso affligge la gestione dei beni culturali, in Italia, viene fuori ogni volta che, a causa dei tagli dovuti alle difficoltà di bilancio, la stessa si fa più difficoltosa, costringendo a scelte dolorose, dettate dalle esigenze di bilancio. Che rendono perciò estremamente difficile una difesa efficace dell’immenso patrimonio del nostro paese. Negli ultimi anni si è cercato di ovviare alla penuria di mezzi coinvolgendo i privati nelle operazioni di restauro di monumenti e opere d’arte, una forma di partnership che probabilmente nei prossimi anni prenderà sempre più vigore.

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