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Storia di Piazza San Babila a Milano

Storia di piazza San Babila, dagli anni '30 ad oggi.

Il progetto originario

La storia di piazza San Babila, a Milano, localizzata nel centro cittadino, tra corso Vittorio Emanuele e piazza del Duomo, comincia agli inizi del XX secolo. Fino agli anni ’30 infatti, dove oggi si apre il cosiddetto salotto della Milano bene, non vi era altro che uno spiazzo deserto di collegamento tra le vie del centro. Per la realizzazione della piazza, si dovette procedere a una serie di demolizioni, allo scopo di migliorare l’assetto urbanistico, nonché l’aspetto puramente estetico dell’area circostante. Per questo vennero demolite le vecchie abitazioni che sorgevano all’angolo tra via Bagutta e corso Venezia, mentre la Galleria De Cristoforis fu sostituita dalla Galleria Ciarpaglini, per ospitare case, uffici e negozi. Anche le cosiddette “case veneziane”, che erano state edificate nel 1859, in stile gotico e rinascimentale, non furono considerate adatte alla nuova idea di piazza che si aveva in mente, e vennero perciò demolite. Nel 1939 il progetto della costruzione di un edificio che sormontasse la piazza venne affidato ad un gruppo di architetti, tra cui figura il nome di Gio Ponti, che solo nel 1948, a causa dei ritardi dovuti alla seconda guerra mondiale, riuscirono a consegnare alla città di Milano, il complesso di edifici che si estende dalla Galleria San Babila alla piazza Umberto Giordano.

I tempi modeni

Negli anni ’60 piazza San Babila divenne un luogo di aggregazione dei giovani militanti appartenenti all’estrema destra. Nei pressi della piazza infatti , in corso Manforte ad essere precisi, vi era la sede della Giovane italia e del Raggruppamento giovanile. La sede in realtà non ebbe vita lunga, in quanto venne chiusa nel 1970, ma San Babila continuò a rimanere un punto di riferimento per i giovani di destra, tanto da spingere i giornalisti dell’epoca a coniare il neologismo “sanbabilino” per indicare con tono dispregiativo i fascisti di San Babila. Gli anni ’70, il clima di violenza che attraversò tutta l’Italia spinse anche i sanbabilini ad allontanarsi dalle sedi di partito, avvicinandosi al movimento anarchico. Al giorno d’oggi, la centralissima piazza San Babila è un luogo di incontro, a pochi passi dalle strade dello shopping di lusso, quali via Montenapoleone e corso Matteotti.

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