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Credito d'imposta: le novità per gli investimenti al Sud

Per far ripartire l’economia del Mezzogiorno, a sentire gli esperti, sarebbe necessario dare attuazione al cosiddetto “Piano per il Sud”. Intanto, però, il credito d'imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, previsto dal decreto sviluppo, può essere una buona opportunità.

Il decreto sviluppo e il credito d'imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno

Con il decreto sviluppo è stato finanziato, con risorse del FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e del relativo cofinanziamento nazionale, il credito d'imposta per le imprese che investono nel Mezzogiorno. Oggetto dell’agevolazione in argomento sono le: - acquisizione di beni strumentali in aree svantaggiate delle regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise; - assunzioni di lavoratori svantaggiati. In analogia ai chiarimenti forniti dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 38/2008, costituirebbero beni agevolabili: - impianti, attrezzature e macchinari destinati a unità produttive esistenti o da impiantare nelle aree geografiche individuate; - programmi informatici, solo per le piccole e medie imprese.; • brevetti relativi a nuove tecnologie di prodotti e processi. Per le imprese che investiranno in nuovi beni strumentali il bonus previsto è proporzionale ai costi sostenuti. Per le grandi imprese gli investimenti sono agevolabili fino al limite del 50% del complesso degli investimenti agevolati per il medesimo periodo d’imposta. Gli investimenti cosiddetti "di sostituzione", i beni classificabili in voci di bilancio diverse da quelle agevolabili in base alla normativa nonché le spese e gli oneri pluriennali deducili dal reddito d'impresa sono esclusi dall'ambito dell'agevolazione.

Il credito d'imposta per lavoratori svantaggiati

Per i datori di lavoro che usufruiranno dei "bonus assunzione" sottoscrivendo contratti a tempo indeterminato nei 12 mesi successivi all’entrata in vigore del “decreto sviluppo”, incrementando il numero dei propri dipendenti, il credito d'imposta sarà pari al 50% dei costi sostenuti in termini di maggior monte salari. L’incentivo spetterà agli imprenditori che, nelle regioni del Mezzogiorno, assumono persone svantaggiate secondo la definizione del Regolamento n. 800/2008. È prevista la decadenza dal diritto di fruire del nuovo credito d’imposta, nei seguenti casi: - in caso di mancata conservazione dei posti di lavoro nei tre anni successivi (due anni per le piccole e medie imprese); - per violazioni di natura fiscale e contributiva in materia di lavoro; - per comportamento antisindacale del datore di lavoro.

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