Cristoforo Colombo: tutte le tesi sulla scoperta dell'America
Cristoforo Colombo ha veramente scoperto l'America? Le tante tesi a confronto.
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Un vero giallo
Qual è la verità sulla scoperta dell’America? I libri di storia ci dicono che fu operata nel 1492 da Cristoforo Colombo, ma il dibattito storiografico ancora oggi appassiona enormemente gli esperti del settore.
Basti pensare che nel 2001 il Times rilanciò la discussione, affermando che il navigatore genovese sarebbe arrivato nel Nuovo Mondo nel 1485, cioè sette anni prima di quanto si pensava. Era questa la tesi di Ruggero Marino che si avvaleva di due pezze d’appoggio: una mappa ottomana del 1513, conservata al Museo Topkapi di Istanbul, e un'iscrizione sulla tomba di Innocenzo VIII.
Nella mappa ottomana è scritto che “le spiagge del Nuovo Mondo furono scoperte da un infedele proveniente da Genova, nell’anno 890 dell’Era Araba” che corrisponde, appunto, al 1485-86 del calendario occidentale.
L’iscrizione sulla tomba di Innocenzo VIII, afferma, invece, che nel corso del suo Pontificato, questi ebbe la gloria della scoperta del "Nuovo Mondo”. Se si pensa che la sua morte risale al luglio 1492, cioè tre mesi prima della data ufficiale della scoperta, il mistero si infittisce. Tanto che viene rilanciata la tesi che nel 1492, Colombo effettuò il secondo viaggio in America. E se è vero quanto detto su Innocenzo VIII, anche la tesi che a finanziare l’impresa sia stata la corona spagnola sarebbe da rivedere.
Tesi a confronto
Del resto, la questione è sempre stata molto dibattuta e sono molte le tesi che mettono in dubbio il fatto che Colombo sia stato il primo a giungere in America. Prima di lui, infatti, si ipotizza che possano essere arrivati i vichinghi, tesi avvalorata dal ritrovamento di un insediamento risalente a oltre cinque secoli prima della data ufficiale della scoperta del Nuovo Mondo, nella località di Anse-aux-Meduses che in molti ritengono essere la mitica Vinland, l'insediamento dell'esploratore Leif Ericsson.
Altra tesi, vorrebbe la scoperta da parte dei cinesi, ma a detta degli storici più avveduti, fa acqua da tutte le parti.
Mentre più fondata sembra essere quella che vorrebbe i polinesiani come artefici della scoperta, basata su esami al radiocarbonio fatti da ricercatori neozelandesi su alcune ossa di pollo rinvenute in Cile, datate circa un secolo prima della spedizione di Colombo. Unendoli all'analisi genetica, stabilirebbero che i polli in questione arrivavano dalla Polinesia e smentirebbero perciò l'assunto in base al quale gli stessi animali sarebbero arrivati per la prima volta sul continente grazie agli europei.
Infine, c'è la teoria affascinante sull'arrivo degli antichi Romani, che però non viene presa in considerazione, basata sul rinvenimento di una testa di terracotta, catalogata come opera romana del II° secolo D.C.
Insomma, il giallo sembra d'obbligo.